Il golf italiano deve cambiare strada

Il golf italiano deve cambiare strada

lo dicono i numeri del golf europeo

Ogni due anni R&A, in collaborazione con Sports Marketing Surveys ed EGA, pubblica un interessante report intitolato “European Golf Participation” con il preciso intento di valutare l’andamento del golf in Europa e tutti i suoi numeri.

Nell’ultima pubblicazione, quella relativa all’anno 2021, per la prima volta sono stati considerati i numeri di tutti i giocatori di golf esistenti in Europa anche se non ufficialmente tesserati presso le relative Federazioni di appartenenza.

Per ottenere questo dato, molto più aleatorio di quello dei tesserati, immaginiamo siano state interpellate le singole Federazioni chiamate ad indicare il numero degli effettivi praticanti a fianco del numero dei tesserati.

Se da un lato questa impostazione ha mostrato che i reali giocatori di golf sono più del doppio dei tesserati ufficiali (10.617.000 contro 4.328.000) dall’altro ha scoperto il fianco a delle vere e proprie fughe in avanti di alcune nazioni che hanno indicato numeri scarsamente credibili.

E’ il caso ad esempio di nazioni quali la Germania che ha dichiarato di avere più di 500.000 giocatori non tesserati, la Francia che afferma di avere quasi 400.000 golfisti non registrati e dell’Italia che a fronte di circa 90.000 giocatori tesserati ha dichiarato di avere ben 430.000 giocatori effettivi!

Pur apprezzando questo tentativo dell’R&A di quantificare con esattezza il numero reale dei giocatori di golf europei riteniamo più corretto, al fine di valutare l’andamento del golf in Europa e le prospettive del golf italiano, limitarci a considerare i numeri ufficiali dei tesserati alle singole Federazioni europee nel 2021.

Nelle tabelle pubblicate in questo articolo abbiamo analizzato le 49 nazioni facenti parte dell’EGA sulla base della popolazione, del numero dei tesserati, del numero dei campi a 18 buche, del rapporto golfisti / popolazione e del numero di giocatori per campi da golf.

Con quasi 60 milioni di abitanti l’Italia è la 5a nazione di questo elenco, preceduta solamente dalla Russia, dalla Turchia, dalla Germania e dalla Francia.

Tabella 1

Analizzando invece il numero dei tesserati ufficiali si conferma al comando di questa classifica l’Inghilterra con quasi 700.000 tesserati seguita da vicino dalla Germania che ne ha circa 650.000 e da Svezia, Olanda e Francia tutte con numeri di golfisti tesserati superiori ai 400.000.

In questa classifica l’Italia è solamente al 14° posto con circa 90.000 tesserati preceduta da nazioni decisamente meno popolose quali Austria, Svizzera, Norvegia, Danimarca e Finlandia.

Il numero totale dei golfisti tesserati in Europa è di 4.328.174, in crescita di quasi 200.000 unità rispetto ai dati pre Covid del 2019 a dimostrazione del fatto che la pandemia ha contribuito ad un rilancio del golf i cui numeri, almeno in Europa, non erano sicuramente in crescita fino a due anni fa.

Tabella 2

In una recente intervista Phil Anderton, Chief Development Officer di R&A, ha dichiarato: “È estremamente positivo che il numero di golfisti sia così cresciuto negli ultimi due anni. La stragrande maggioranza dei giocatori che hanno iniziato a giocare a golf durante la pandemia ha continuato a giocare e i golfisti stanno vivendo esperienze positive con questo sport, supportati da un’ampia gamma di iniziative di partecipazione e di comunicazione sui benefici dello sport per la salute fisica e mentale. È importante mantenere questo slancio e garantire che i golfisti apprezzino lo sport a tutti i livelli”.

Confrontando i dati relativi ai tesserati delle singole Federazioni del 2019 con quelli del 2021 si può notare che i più grandi incrementi si sono manifestati in Inghilterra, con un aumento di 63.500 tesserati in due anni ed in Svezia dove il golf è ripartito di slancio con un saldo attivo di ben 54.589 giocatori nel biennio 2019-2021.

In fondo alla classifica troviamo due grandi nazioni del golf, la Spagna che ha perso ben 35.377 tesserati e la Francia che nei due anni in osservazione ha perso quasi 10.000 tesserati. E’ proprio il dato relativo alla Francia che dovrebbe preoccuparci maggiormente in quanto proprio nel 2018 è stata questa nazione ad ospitare una magnifica edizione della Ryder Cup che però, in termini di incremento di giocatori, non ha decisamente prodotto i risultati sperati.

Nel confronto 2021 / 2019 in questo report l’Italia figura con un saldo negativo di 3.785 giocatori ma occorre osservare che dai dati pubblicati dalla Federazione Italiana Golf il saldo risulterebbe invece essere positivo per più di 2.000 giocatori (da 89.734 a 91.956 tesserati).

Tabella 3

I campi a 18 buche nelle 49 nazioni dell’EGA sono in tutto 5.613 con l’Inghilterra ancora al comando di questa classifica con quasi 2.000 campi seguita dalla Svezia che ha 531 campi e da Francia, Germania e Scozia tutti con un numero di campi da golf a 18 buche superiori alle 400 unità.

In questa classifica l’Italia figura al 10° posto con 134 campi da golf a 18 buche distribuiti in tutto il territorio nazionale.

Tabella 4

Infine abbiamo analizzato i dati del report relativamente al numero dei tesserati rispetto al totale degli abitanti ed al numero dei tesserati per campo da golf a 18 buche.

E’ soprattutto in queste due classifiche che l’Italia del golf evidenzia la propria arretratezza rispetto alle altre nazioni europee andando ad occupare, rispettivamente, la 27a e la 18a posizione.

La nazione che ha più tesserati rispetto al numero di abitanti è l’Islanda dove gioca a golf più del 5% dell’intera popolazione seguita dalla Svezia con una percentuale molto simile. La media delle 49 nazioni esaminate è dello 0,49% e l’Italia è purtroppo ferma ad un misero 0,15%.

Tabella 5

Nella classifica del numero di tesserati rispetto ai campi da golf a 18 buche presenti nel proprio territorio è al comando la Lettonia con una media di più di 2.400 giocatori ma con soli due campi al momento attivi. Fra le nazioni golpisticamente più importanti il miglior rapporto tesserati / campi da golf ce l’hanno Olanda, Norvegia e Germania tutte abbondantemente sopra i 1.500 giocatori per campo da golf.

La media europea in questo caso è di 771 tesserati per campo e l’Italia ne ha solamente 652 andando ad occupare la 18a posizione in classifica.

Tabella 6

I dati analizzati mostrano una volta di più che lo sport del golf fatica tantissimo a trovare un suo spazio importante in Italia e i numeri sono sostanzialmente invariati ormai da 15 anni (nel 2007 avevamo gli stessi tesserati del 2021).

Fortunatamente però non si può dire la stessa cosa riguardo al movimento golfistico in Europa dove i numeri continuano a crescere, anche in mercati quali Gran Bretagna e paesi Scandinavi che erano considerati mercati “maturi” dove era difficilmente ipotizzabile pensare di registrare ulteriori incrementi.

E se allora decidessimo di puntare in maniera più decisa, seria e professionale a provare a riempire i nostri campi da golf con i tanti giocatori europei esistenti che non vedrebbero l’ora di venire a giocare a golf in Italia? E’ quello che stanno facendo ormai da decenni nazioni quali Portogallo e Turchia dove ci sono pochissimi giocatori locali ma tantissimi turisti e i campi da golf godono di ottima salute!

La pervicacia con cui molti circoli in Italia continuano a basare le proprie strategie sulla compagine sociale è unica. Alla luce di dati inoppugnabili che indicano una stagnazione dei tesserati da ormai 15 anni, perseverare nel tentativo di far crescere il proprio business attraverso l’incremento di soci risulta quantomeno rischioso. Analizzare i dati macro può essere utile a capire quale sia la strada da intraprendere.

E’ arrivato quindi il momento di fare scelte precise e non è più possibile provare ad incrementare contemporaneamente il numero di giocatori locali e i turisti stranieri trattandosi di due impostazioni di lavoro completamente diverse, l’una in antitesi con l’altra.

Dall’esame dei dati europei che abbiamo commentato in questo articolo la strada obbligata da prendere sembra essere quella del turismo ed occorre farlo in fretta prima che i campi da golf italiani, a causa della carenza di giocatori locali, siano costretti ad abbassare i propri standard manutentivi e qualitativi risultando non più “vendibili” sui mercati internazionali.

Maurizio De Vito Piscicelli

Maurizio De Vito Piscicelli

Export Manager, per oltre un decennio, in una multinazionale attiva nella commercializzazione di bevande alcoliche e non alcoliche. Il golf è nel mio DNA avendo fatto parte del Consiglio Direttivo del Golf Club Bologna di cui sono stato anche Presidente della Commissione Sportiva. Dal 1992 al 1996 sono stato eletto Presidente del Comitato Provinciale di Bologna per la Federazione Italiana Golf per conto della quale ho seguito la nascita e la promozione di nuovi impianti golfistici nella Provincia di Bologna. Dal 1996 svolgo attività di consulenza per il settore del golf.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.