Il progetto Emilia Romagna Golf, giunto al suo 25° anno di attività, rappresenta una delle case history più interessanti nel panorama del turismo sportivo italiano. Il suo successo non risiede solo nei numeri, ma in un modello di promozione turistica integrata che trasforma i singoli campi da golf in una “destinazione a sistema”.

Mentre molte regioni italiane promuovono il golf in modo frammentato, l’Emilia-Romagna ha saputo coordinare 27 alberghi e i circoli regionali attraverso una visione strategica unica e la collaborazione con agenzie specializzate come Cervia In. Questo approccio permette di:

  • Intercettare target qualificati e alto-spendenti.
  • Capitalizzare i grandi eventi, trasformando la visibilità mediatica (come quella dell’Open d’Italia) in prenotazioni concrete.
  • Bilanciare i flussi tra mercati maturi e mercati emergenti, garantendo stabilità economica anche a fronte di crisi locali.
  • Gestire flussi complessi di gruppi numerosi.
  • Creare un’identità digitale solida e partnership commerciali durature (es. Golfy in Francia).

Adottare questo modello a livello nazionale (o quantomeno per destinazioni macroregionali), significherebbe passare da una sfilacciata costellazione di campi a una rete di destinazioni competitive, capaci di attrarre mercati ad alto valore aggiunto (come quello scandinavo o britannico) e di destagionalizzare i flussi turistici.

Abbiamo chiesto a Maurizio de Vito Piscicelli Promoter di Emilia Romagna Golf, di tracciare un riassunto dell’attività del 2025 e dei principali elementi che ne caratterizzano forze e debolezze.

D) La stagione 2025 si è chiusa con numeri estremamente positivi. Qual è la sua analisi su questa ripartenza?

R) Siamo molto soddisfatti. Dopo le due alluvioni del 2023 e del 2024, l’Emilia-Romagna ha finalmente goduto di una stagione normale, senza eventi atmosferici catastrofici. Questo clima favorevole, unito alla straordinaria vetrina dell’Open d’Italia di Cervia del 2024, ha permesso di presentare al mondo l’offerta regionale in modo efficace.

I dati parlano chiaro: siamo giunti al 25° anno di attività con un ottimo aumento dei green fee stranieri e dei pernottamenti. In particolare, i green fee procacciati dall’agenzia Cervia In sono cresciuti del 31% in volume e del 52% in valore economico. Parallelamente, il fatturato delle prenotazioni dei golfisti stranieri è aumentato del 56% rispetto all’anno precedente. È la prova che la destinazione sta crescendo non solo in quantità, ma soprattutto in qualità. Allo stesso tempo i pernottamenti negli alberghi affiliati sono aumentati del 40% con una crescita in termini di  fatturato del 60% mentre il fatturato totale delle prenotazioni di golfisti stranieri nel 2025 è aumentato del 56% rispetto all’anno precedente.

D) Notiamo un cambiamento significativo nella provenienza geografica dei turisti. Come si sta evolvendo la mappa dei mercati internazionali?

R) C’è stata una forte evoluzione. La crescita è dovuta principalmente all’arrivo di gruppi numerosi da Finlandia, Svizzera e Francia, una vera novità per noi dato che raramente in passato avevamo ospitato gruppi di queste dimensioni.

Il mercato finlandese è stato la vera sorpresa: i golfisti da questa nazione sono passati dal 5% del 2024 al 18% del 2025. Questo exploit è stato fondamentale per compensare il calo del mercato tedesco (sceso dal 38% al 31%) e di quello svizzero (dal 14% al 12%), entrambi influenzati dalla crisi economica in Germania. Anche la Francia è cresciuta fino al 10% del totale, grazie alla partnership strategica con il portale Golfy e all’evento ‘Golfy Week’ che ha coinvolto i percorsi di Bologna, Modena e Terre di Canossa.

D) Nonostante il successo, ci sono mercati che presentano ancora delle barriere. Quali sono le difficoltà con i paesi scandinavi e il Regno Unito?

R) Il Regno Unito rappresenta il 14% del totale ed è in leggera crescita, ma per fare il salto di qualità servirebbero investimenti promozionali continuativi e non sporadici in un mercato così vasto.

Per quanto riguarda il resto della Scandinavia (Svezia, Danimarca, Norvegia), i risultati restano scarsi rispetto al potenziale. Le ragioni sono molteplici: i prezzi sono spesso troppo alti per quel target, mancano voli diretti nel periodo cruciale da ottobre a maggio e, soprattutto, scontiamo la carenza di Golf Resort. Questo obbliga i golfisti a spostarsi tra i vari campi con costi di trasferimento che incidono pesantemente sul budget finale della vacanza.”

D) Parlando di territorio, come sono distribuiti i flussi tra le diverse aree della Regione?

R) L’area di Bologna e Modena si conferma la più richiesta, pur registrando un calo del 6% rispetto all’anno precedente (dal 58% al 52% del totale richieste). Questo accade perché l’area è privilegiata dalla logistica: l’aeroporto di Bologna e la presenza di ben 6 campi nel raggio di 50 km riducono drasticamente i costi di trasferimento, che sono una voce di spesa critica per lo straniero.

La Romagna è invece cresciuta dal 25% al 32%, trainata proprio dalla visibilità dell’Open d’Italia. L’Emilia (Parma, Reggio, Piacenza) resta al 16%, ma è un’area su cui puntiamo molto per il futuro. È logisticamente vicina a Svizzera e Francia e attrae clienti che viaggiano con la propria auto, abbattendo così i costi di trasporto tra i club. Uno degli obiettivi di Emilia Romagna Golf nei prossimi anni sarà quello di aumentare, sia numericamente che qualitativamente, la scelta alberghiera nell’area di Piacenza, Parma e Reggio Emilia presentandola come prodotto prioritario ai golfisti delle nazioni vicine che arrivano con la loro macchina. Oltre ad avere una ricca offerta di campi da golf l’area dell’Emilia è in grado di presentare una ricca offerta alberghiera ancora accessibile a prezzi competitivi e soprattutto disponibile ad accogliere i gruppi numerosi che potrebbero essere interessati nei prossimi anni.

D) Quali sono i limiti strutturali che l’Emilia-Romagna deve superare per continuare a crescere?

R) Abbiamo un problema di ‘capacità’ in alcune zone. A Bologna gli hotel sono spesso saturi, costosi e meno inclini ad accogliere grandi gruppi, preferendo piccoli nuclei nei periodi fuori fiera. Al contrario, la Costa Adriatica soffre della chiusura stagionale di molti alberghi e di un’offerta golfistica numericamente inferiore rispetto al bolognese. Inoltre, siamo ancora troppo dipendenti dai Tour Operator, che generano il 69% delle prenotazioni in questo senso i cali di vendite che interessano i tour operator, possono incidere in misura sensibile sui risultati. La crisi del mercato tedesco ha comportato un leggero calo delle prenotazioni nel 2025 da parte di Albrecht Verlag, il Tour Operator tedesco con il quale la regione lavora di più e che è specializzato in vacanze individuali e piccoli gruppi. Questo calo è stato comunque compensato dagli ottimi risultati dei Tour Operator finlandesi con i quali sarà molto importante instaurare una collaborazione duratura e di reciproca soddisfazione. Questo accade perché il nostro budget promozionale è troppo esiguo per comunicare in modo costante e diretto con il consumatore finale. Uno dei nostri obiettivi futuri sarà proprio aumentare la scelta alberghiera nell’area di Piacenza, Parma e Reggio, presentandola come prodotto prioritario per chi arriva in auto dai mercati vicini, offrendo prezzi competitivi e grande disponibilità per i gruppi.

By Giovanni Malcotti

Con una solida formazione umanistica, ma guidato da un approccio data-driven e da una continua ricerca dell’innovazione, da oltre 25 anni opero nel settore dell'hospitality, con un focus specifico nel golf. In questo ambito, mi è stata riconosciuta una competenza approfondita, una leadership visionaria e una spinta innovativa che hanno contribuito a ridefinire il panorama del golf italiano. Ho promosso con determinazione l'adozione di strategie gestionali avanzate e l'integrazione di strumenti tecnologici all'avanguardia, consapevole delle immense potenzialità inespresse dei golf club italiani sotto il profilo economico, gestionale e commerciale. La mia attività pionieristica si è distinta in particolare per l'introduzione di sistemi di booking avanzati, di revenue management e di CRM, strumenti che hanno trasformato la gestione operativa dei club e aperto nuove opportunità di crescita e ottimizzazione dei ricavi. La mia missione è sempre stata quella di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando le eccellenze del settore e creando modelli di gestione capaci di affrontare le sfide del mercato con visione strategica e soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

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